
| Autori: | (A cura di) Aldo Maria Morace e Antonio Delogu |
|---|---|
| Anno: | 2021 |
| Pagine: | 400 |
| ISBN: | 978-88-98692-87-3 |
| Prezzo: | € 22,00 |
| Formato: | 16,5×24 |
| Note: | – |
Dal libro
Antonio Pigliaru è stato uno dei figli nobili della nostra Isola. Uno dei maggiori intellettuali del 1900: insegnante, professore ordinario di “Dottrina dello Stato” presso l’Università di Sassari, antropologo, pedagogo, educatore, pubblicista, fondatore e direttore della rivista «Ichnusa» e studioso di elevatissimo profilo. Come ebbe a dire Mario Berlinguer nel 1964, «Caro Antonio, tu sei la guida di tutti gli intellettuali della Sardegna».
[…]
La disamina della figura del grande intellettuale, quale profondo conoscitore della realtà sarda, rientra a pieno titolo tra le attività di studio e di ricerca dell’ISRE e ne arricchisce ed esalta la missione che, come risulta dalla legge istitutiva e dallo Statuto, consiste nello «studiare e documentare la vita sociale e culturale della Sardegna nelle sue manifestazioni tradizionali e nelle sue trasformazioni», «raccogliere la documentazione idonea alla conservazione, allo studio, alla divulgazione della vita popolare della Sardegna e del suo patrimonio etnografico», e ancora nel «promuovere la conoscenza della lingua, delle tradizioni popolari e della storia della Sardegna attraverso tutte quelle iniziative e manifestazioni culturali da esso ritenute idonee». (Dalla Presentazione di Giuseppe Matteo Pirisi)
Tra i grandi intellettuali, che la Sardegna ha avuto nel Novecento, Antonio Pigliaru occupa e merita un posto speciale. Come filosofo del diritto, organizzatore di cultura e intellettuale militante è stato un protagonista della vita regionale e di quella nazionale.
Non si poteva non ricordarlo nel cinquantenario della morte. Perciò gli sono state dedicate tre giornate di studio, che si sono svolte nei giorni 16-17-18 maggio 2019, rispettivamente a Sassari nel Teatro civico, a Nuoro nell’Auditorium “G. Lilliu” del Museo del Costume, a Orune nella Biblioteca comunale. (Dall’introduzione di Antonio Delogu e Aldo Maria Morace)
